Nel precedente articolo abbiamo dato una panoramica sul reddito, cos’è, come si forma che tipo di indicatore è per le aziende.

Adesso ci tocca capire altre due componenti dell’aspetto economico-finanziario delle aziende: il capitale ed il patrimonio.

Vedremo come un’imprenditore forma l’azienda e cosa deve mettere in conto per cominciare questa avventura.

Differenza tra capitale e patrimonio

Cominciamo subito con un chiarimento: capitale e patrimonio non sono sinonimi.

Il patrimonio è l’insieme dei mezzi a disposizione dell’impresa in un dato momento, mentre il capitale è il valore che viene attribuito ai mezzi in un dato momento della sua gestione.

Probabilmente questa spiegazione non ci ha aiutato molto, quindi cerchiamo di capire come si forma il patrimonio.

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Il processo di formazione del patrimonio

Per comprendere meglio la differenza tra il capitale ed il patrimonio, partiamo dagli inizi e quindi dalla loro formazione. Per far ciò, caliamoci nei panni di un imprenditore che vuole aprire un’impresa.

Immaginiamo che Mario voglia creare una propria azienda. Ha 100.000€ da parte ed un capannone ereditato del valore di 400.000€. In totale ha 500.000€ di capitale, ma deve comprare attrazzature e tutto il necessario per partire.

Chiede un prestito alla banca di 500.000€. Adesso Mario ha 1.000.000€ in valore economico. Questo è il patrimonio lordo.

Mario compra tutto ciò che gli serve spendendo 300.000€. Il suo patrimonio lordo è sempre di 1.000.000€, ma composto in modo differente.

Da notare che Mario ha usato il capitale proprio (i 100.000€) ed il capitale di terzi (la banca) per comprare le attrezzature. Ha fatto quindi uso del debito.

Già riusciamo ad intuire una prima cosa: il valore degli investimenti fatti (300.000€ di attrezzature) deve essere uguale al valore dei finanziamenti usati (300.000€ dalla banca).

Se dal patrimonio lordo togliamo il valore dei finanziamenti (o debiti) otteniamo il patrimonio netto e quindi il capitale proprio dell’azienda.

In particolare diciamo che:

patrimonio netto = attività – passività

attività = passività + patrimonio netto

Capitale versato e capitale sottoscritto

Diamo ora i giusti nomi alle cose. Il capitale può essere analizzato sotto due profili:

  • quello giuridico, cioè il soggetto giuridico titolare del capitale: in tal caso lo chiamiamo capitale sociale, inteso come valore della partecipazione dei soci alla società;
  • quello economico aziendale: come abbiamo visto, lo chiamiamo patrimonio netto.

Quando viene costituita la società, il capitale sociale e il patrimonio netto coincidono.

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Ma i soci devono necessariamente mettere subito tutto il capitale per iniziare? In realtà no!

Distinguiamo quindi tra il:

  • Capitale versato: quello effettivamente conferito dai soci e depositato in banca sul conto della società;
  • Capitale sottoscritto: quella parte del capitale che i soci non versano, ma che si impegnano a versare su richiesta.

Perché questa differenza? Perché a volte, per evitare di tenere in banca fermo il denaro, c’è la possibilità di versare, al momento della costituzione, solo una parte del capitale e di sottoscrivere la parte rimanente.

Se il capitale è interamente versato, nel sito web dell’azienda troviamo la scritta “i.v.” oppure “int.ver.”. E’ importante saperlo in quanto solo le società con capitale interamente versato possono fare un aumento di capitale successivamente.

Le voci del patrimonio netto

Il patrimonio netto si compone di tante voci

  • il capitale sociale, che rappresenta il valore nominale apportato dai soci;
  • riserve di utili, sono la quota parte di utile non distribuita ai soci/azionisti per cause come
    • disposizione legislativa (riserva legale)
    • statuto societario (riserve statutarie)
    • volontà dei soci (utili portati a nuovo, altre riserve);
  • l’utile o la perdita dell’esercizio;
  • le perdite portate a nuovo, relative agli esercizi precedenti non ancora ripianate;
  • le riserve di capitale, che sono quote di incremento del patrimonio netto derivanti da rivalutazione degli elementi dell’attivo consentite dalla legge, o da contributi a titolo gratuito dallo Stato (contributi in conto capitale, ecc.), o da maggior valore attribuito alle quote della società in occasione degli aumenti di capitale (sovrapprezzo azioni), ecc.;
  • la riserva da azioni proprie, utilizzate per acquistare azioni proprie dell’azienda, e non distribuibili.

Lo stato patrimoniale

Per rappresentare il capitale d’azienda si utilizza nel bilancio di esercizio un prospetto che prende il nome di stato patrimoniale. Nella parte sinistra viene allocato l’attivo, mentre nella parte destra viene allocato il passivo.

La sintesi delle voci dello stato patrimoniale

Per l’attivo:

  1. crediti verso soci per versamenti ancora dovuti;
  2. immobilizzazioni, dettagliate in immateriali, materiali e finanziarie: possono essere sia le attrezzature fisiche che i software ad esempio.
  3. attivo circolante, distinto in rimanenze, crediti, attività finanziarie, disponibilità liquide: parliamo delle materie prime o di tutte le merci che si convertiranno in denaro nel breve periodo.
  4. ratei e risconti: sono delle correzioni contabili.

Per il passivo si fa una distinzione tra debiti oltre 12 mesi ed entro 12 mesi, però si ha in generale:

  1. patrimonio netto;
  2. fondi per rischi e oneri;
  3. trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato;
  4. debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo;
  5. ratei e risconti con separata indicazione del disaggio su prestiti.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo visto il patrimonio, come l’insieme dei beni a disposizione dell’imprenditore, ed il capitale ovvero il valore attibuito in un dato periodo temporale a questi beni.

Inoltre abbiamo visto il capitale netto come la differenza tra attività e passività. Il patrimonio netto si compone di diverse voci che vanno esplose per capire come l’imprenditore mantenere in equilibrio l’azienda.

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Luca Esposito

Tecnologia e web contro vendita e crescita personale. Se da una parte abbiamo il mondo del logico, dall'altra abbiamo quello emotivo. Da queste mie passioni è nato questo blog. Leggo, apprendo, provo e ne scrivo il risultato!

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