Tra le tante cose utili che ci permetteranno di capire meglio il business dei nostri account, c’è la classificazione delle aziende.

E’ interessante sapere quali sono le diverse tipologie di aziende che possono presentarsi nel nostro territorio per approcciarle al meglio.

In questo articolo vedremo come l’ordinamento giuridico e l’economia aziendale suddividono le aziende. Non farò riferimenti pallosi, tranquilli!

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Perché fare la classificazione delle aziende

Un territorio commerciale potrebbe comprendere diverse tipologie di aziende spesso non omogenee tra loro.

La classificazione delle aziende ci permette di identificare, secondo alcuni criteri, determinati fenomeni che le governano.

In base alle informazioni che siamo interessati a scoprire abbiamo una classificazione per:

  • scopo o valore
  • soggetto giuridico
  • dimensione

Classificazione per scopo

La prima classificazione delle aziende è in base allo scopo per la quale l’azienda è creata. Lo scopo è direttamente collegato al valore fornito ai suoi stakeholder.

Quindi, la prima domanda che dobbiamo farci quando incontriamo un’azienda nel nostro territorio è “Qual è lo scopo per la quale è stata costruita e qual è il valore che sta fornendo agli stakeholder?”.

Spoiler: non sempre si parla di soldi. Andiamo a vedere.

Le aziende pubbliche

Inizialmente queste tipologie di aziende erano destiante soltanto a fornire servizi per la comunità, ma poi con il tempo si sono evolute e complicate.

Oltre a soddisfare esigenze pubbliche, hanno anche lo scopo di creare, accrescere e distribuire valore per la collettività.

Il concetto di valore qui più essere la libertà, l’istruzione, la salute o la qualità dei servizi pubblici

Queste aziende pubbliche sono lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e le aziende ad essi collegate come ad esempio le ASL e le aziende municipalizzate.

Le aziende di produzione o imprese

Quando parliamo di aziende nel linguaggio comune spesso e volentieri si fa riferimento alle aziende di produzione, cioè quelle che creano qualcosa per poi rivenderlo.

Si chiamano anche imprese per sottolineare che c’è un imprenditore alle spalle (attenzione, l’impresa è una categoria di azienda e non un sinonimo).

Le imprese hanno come valore diretto per i clienti la produzione di beni e servizi da immettere sul mercato. Per il management e l’imprenditore il valore è di tipo economico (dividendi, azioni, etc).

Lo scopo è quindi di produrre e distribuire ricchezza per renumerare il capitale investito.

Le aziende di produzione si distinguono in:

  • produzione diretta: se trasformano le materie prime, o semilavorati, in prodotti o servizi finiti
  • produzione indiretta: se non modificano i materiali, ma li distribuiscono.

Settore d’impresa

Le imprese vengono a loro volta classificate in relazione al settore a cui appartengono:

  • primario: aziende agricole e di allevamento, aziende minerarie, etc
  • secondario: lavorazione della materia come le imprese industriali, imprese di costruzioni, ecc.
  • terziario: sono per lo più le aziende di servizi come le imprese commerciali o mercantili, bancarie o aziende di credito, assicurative, trasporti, turismo, telecomunicazioni, spettacolo, ecc.
  • terziario avanzato: principalmente sfruttano la tecnologia informatica come le aziende di consulenza, di comunicazione, brokeraggio, ecc.

Le aziende non profit e le Onlus

Le aziende non profit non perseguono uno scopo commerciale, ma di sviluppo sociale. Il valore è l’appartenenza ad un ideale. Sono per lo più associazioni, comitati, fondazioni, etc.

Le Onlus (Organizazzione Non Lurative di Utilità Sociale), invece, operano nel campo assistenza sociale e socio sanitaria, assistenza sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, etc.

La cosa interessante è che possono svolgere anche attività commerciale se direttamente connessa all’attività istituzionale purché i proventi non superino il 66% del costo dell’intera Onlus.

Ancor più interessante, se abbiamo a che fare con le ONLUS, è che sia l’attività istituzionale che quella commerciale non sono soggette a tassazione.

Le società mutualistiche (cooperative e mutua assicurazione)

Le società mutualistiche comprendono sia le società cooperative, sia le società di mutua assicurazione che i consorzi di cooperative.

Il loro scopo è prevalentemente mutualistico fra i soci. Il concetto di valore consiste nel fornire beni, servizi o lavoro direttamente ai soci della cooperativa con condizioni più vantaggiose rispetto al mercato.

Le imprese sociali

L’impresa sociale è un’organizzazione privata, senza scopo di lucro, che esercita un’attività economica di produzione o di scambio di beni e servizi diretta a realizzare finalità di interesse generale.

Qui è interessante notare che non possono ridistribuire gli utili o gli avanzi di gestione, ma sono obbligati a reinvestirli per incrementare il patrimonio o svolgere le attività istituzionali.

Classificazione per soggetto giuridico

Abbiamo capito che un modo per fare la classificazione delle aziende è in base alla loro finalità ed il valore che portano ai loro stakeholder. Ma chi governa tutto ciò?

Il soggetto giuridico è colui che si assume la responsabilità ed i diritti derivanti dall’azienda. Si distingue dal soggetto economico che è, invece, colui che può prendere effettivamente delle decisioni in azienda.

Ci sono due tipi di soggetti:

  • l’imprenditore, o impresa individuale, che è sia soggetto economico che soggetto giuridico;
  • le società: più soggetti svolgono un’attività economica (i soci ad esempio); il soggetto economico e il soggetto giuridico sono solitamente differenziati.

L’impresa individuale

Nell’impresa individuale il soggetto giuridico è una persona fisica, l’imprenditore. In questo caso risponde personalmente con i propri beni delle obbligazioni assunte dall’impresa.

Infatti, non gode di autonomia patrimoniale e se fallisse l’azienda, verrebbe dichiarato fallito anch’egli.

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Le società

Quando l’attività viene svolta da due o più persone si viene a formare una società. Essa nasce quando si stipula il “contratto di società” che delinea:

  • l’accordo tra due o più persone (sia fisiche, sia altre società), denominate soci;
  • il conferimento di beni nella società da parte dei soci.

Società di persone

Le società di persone sono caratterizzate da autonomia patrimoniale imperfetta, ovvero il patrimonio della società non è distinto da quello dei soci.

Queste sono:

  • la società semplice: non può svolgere attività commerciale, ma solo attività agricole o, in alcuni casi, attività professionali (es. studi associati);
  • società in nome collettivo (s.n.c.): tutti i soci sono responsabili solidalmente con tutto il loro patrimonio per le obbligazioni della società;
  • società in accomandita semplice (s.a.s.): ove esistono i soci accomandatari, che sono responsabili solidalmente con il loro patrimonio e soci accomandanti, che rispondono limitatamente al capitale conferito.

Queste tipologie di società non hanno obbligatoriamente un capitale sociale minimo. Devono, però, avere un atto costitutivo e redigere un bilancio di esercizio, che può non essere depositato al registro delle imprese.

Società di capitali

Le società di capitali godono di autonomia patrimoniale perfetta. Questo vuol dire che i soci hanno un patrimonio distinto da quello della società.

In questo caso le società di capitali sono dotate di personalità giuridica. Devono obbligatoriamente avere un capitale sociale minimo (dato che la responsabilità dei soci si limita a quanto conferito alla società) e devono approvare un bilancio annuale e depositarlo al registro delle imprese.

Le tipologie di società di capitali sono:

  • le società per azioni (s.p.a)
  • società in accomandita per azioni (s.a.p.a) : il socio accomandatario risponde illimitatamente col suo patrimonio delle obbligazioni sociali
  • società a responsabilità limitata (s.r.l.)

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Classificazione per dimensioni

Qui viene forse la parte più conosciuta a noi commerciali: la classificazione delle aziende in base alle dimensioni.

Alcuni tra i parametri più utilizzati sono:

  • il fatturato, che riflette il volume di affari. E’ significativo solo all’interno di un settore perché le materie prime incidono diversamente a seconda dell’impresa
  • il valore aggiunto, cioè la differenza fra il fatturato e gli acquisti da terzi.
  • Il numero di dipendenti, nelle società di servizi, in particolar modo quelle del terziario avanzato (imprese di software, di consulenza).

Micro, piccole e medie imprese

Può essere sempre abbastanza discutibile classificare le piccole e medie imprese. Ogni dipartimento di vendita ha la sua definizione: fino a 50M€ di fatturato, fino a 100M€, fino a 500 dipendenti, etc. La lista è lunga.

Fortunatamente, l’Unione Europea nella sua ultima raccomandazione, recepita dall’Italia nel 2015, vede classificare le aziende secondo tre parametri

  • il numero di dipendenti,
  • il fatturato annuo;
  • il totale attivo di bilancio.

Nella tabella di seguito vediamo come sono state classificate le aziende:

DefinizioneDipendentiFatturatoTotale di bilancio
Micro Impresameno di 10non superiore a 2 milioni di euronon superiore a 2 milioni di euro
Piccola impresameno di 50non superiore a 10 milioni di euronon superiore a 10 milioni di euro
Media impresameno di 250non superiore a 50 milioni di euronon superiore a 43 milioni di euro
Classificazione delle micro, piccole e medie imprese

I requisiti relativi al numero di dipendenti ed al fatturato, o al numero di dipendenti e al totale di bilancio, devono sussistere e sono cumulativi. Si possono alternare i requisiti di fatturato e totale di bilancio (la scelta dipende dall’azienda).

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto come fare la classificazione delle aziende. Ci sono tre classificazioni

  • in base al fine o valore: lo scopo per la quale è nata l’azienda e che valore porta ai suoi stakeholder
  • in relazione al soggetto giuridico: chi la governa e come è costituita
  • secondo la dimensione: secondo alcuni criteri come fatturato, numero di dipendenti o valore aggiunto.

Ribadiamo che è importante in quanto ci permette di capire meglio che tipo di account abbiamo nel nostro territorio commerciale e affrontare meglio un discorso con i nostri prospect o clienti.

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Luca Esposito

Tecnologia e web contro vendita e crescita personale. Se da una parte abbiamo il mondo del logico, dall'altra abbiamo quello emotivo. Da queste mie passioni è nato questo blog. Leggo, apprendo, provo e ne scrivo il risultato!

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