Ogni giorno ci troviamo davanti a tante aziende, ognuna con le sue caratteristiche che la rendono unica. Così che ci risulta sempre più difficile categorizzare le aziende su dei criteri ben precisi.

Certo sappiamo classificarle per dimensione, per soggetto giuridico etc. Ma quale strategia stanno adottando è un altro discorso.

Andiamo a vedere allora quattro tipologie di organizzazione aziendale: parliamo di quattro categorie nelle quali possiamo collocare le aziende in modo pù rapido in base alla strategia produttiva.

In questo modo possiamo sapere qualcosa in più di chi ci parla, in poco tempo.

Le 4 tipologie di organizzazione aziendale

Negli ultimi decenni le aziende si sono evolute tanto, attraversando dei precisi modelli organizzativi. Si parte dall’azienda artigiana, pochi prodotti di alta qualità, fino alle aziende world class, esattamente quello che il cliente vuole e quando lo vuole.

Azienda artigiana

In Italia, nel 2019 si sono contate più di 1 milione e 200 mila aziende artigiane, sui circa 6 milioni di imprese presenti sul territorio. L’azienda artigiana è regolamentata dall’articolo 2 della legge 443/85.

Queste aziende si distinguono per:

  • creare dei prodotti unici;
  • poca quantità;
  • grande qualità;
  • attenzione ai dettagli;
  • abilità specifiche sviluppate in tempi molto lunghi.

Le attività si basano sul lavoro specializzato di pochi operatori, una produzione ridotta e per lo più non standardizzata.

Attenzione che non tutte le imprese possono considerarsi artigiane. Anzitutto, non possono essere S.p.a. oppure S.a.p.a.

Devono, inoltre, esercitare le attività di produzione di beni e servizi, ma ad esempio sono da escludere le attività agricole, commerciali e di intermediazione.

Il numero massimo di dipendenti può variare da 8 a 32, quindi parliamo di realtà molto piccole.

Azienda di produzione standard

Queste tipologie di aziende si basano sui principi del Taylorismo, cioè tante attività fatte in modo industriale, tipiche della produzione di massa. Sono pratiche che nascono nei primi anni ’20 del novecento e che tutt’oggi sono ancora in uso.

Questo tipo di organizzazione è caratterizzata da:

  • Varietà e scelta limitata dei prodotti e servizi offerti
  • Processi interni semplici;
  • Sistema Push, ossia produzione per magazzino;
  • Rapporto costi/qualità medio;
  • Mano d’opera specializzata.

L’idea di questo tipo di organizzazione è quella di fornire una certa gamma di prodotti nel modo più rapido possibile.

Azienda snella

L’idea è molto semplice: creare più valore per i clienti con meno risorse.

Questo tipo di organizzazione è basata sugli insegnamenti della Toyota, infatti è anche chiamata TPS (Toyota Production System).

Una lean company cerca di conciliare l’elevata qualità con dei prezzi ridotti. Si caratterizza, infatti, per:

  • Grande varietà di prodotti;
  • Processi interni complessi;
  • Flussi trainati dai clienti (PULL);
  • Forte reattività alla domanda;
  • Alta qualità;
  • Manodopera polivalente.

Un’organizzazione lean conosce il valore del cliente e concentra i suoi processi chiave per aumentarlo continuamente. L’obiettivo finale è quello di fornire il miglior valore possibile al cliente attraverso un processo di creazione che minimizzi gli sprechi.

Per raggiungere questo obiettivo, si punta all’ottimizzazione integrata dei flussi di prodotti e servizi che scorrono orizzontalmente tra tecnologie, risorse e dipartimenti per arrivare ai clienti finali.

Azienda World class (one to one)

Le tipologie di organizzazione aziendale world class basano i loro principi sulla produzione del miglior prodotto possibile, al miglior prezzo possibile, esattamente quando il cliente ne ha bisogno.

Questa organizzazione, che nasce negli anni Ottanta, ma si sviluppa solo nel nuovo millennio, opera su tutti i mercati. Cerca di conciliare la qualità con la personalizzazione spinta del prodotto secondo le esigenze del singolo cliente

L’azienda world class si caratterizza per:

  • Marketing One to One;
  • Qualità personalizzate;
  • Organizzazione flessibile;
  • Spinta alla massima diversificazione e/o all’innovazione;
  • Canali di distribuzione corti;
  • Forte coinvolgimento del personale nel miglioramento;
  • Utilizzo di metodologie avanzate (six sigma).

Migliorare i processi in questo caso significa ridurre gli sprechi, gestire meglio l’inventario, rapidità al cambiamento ed un migliore utilizzo dei macchinari. Le aziende di questa tipologie vedono livelli più elevati di impegno coinvolgimento, una riduzione dei tassi di incidenti, migliore presenza e maggiore fidelizzazione.

Leggi anche: I gruppi di impresa: come si strutturano i nostri account?

Un approfondimento sulla lean company

La metodologia lean è, tra le tipologie di organizzazione aziendale quella che, data la sua flessibilità ed adattabilità, più si sta sviluppando. Per questo motivo è molto probabile che ce le ritroveremo applicata nelle aziende del nostro territorio.

La storia

La lean company si è sviluppata in Giappone poco dopo la fine della seconda guerra mondiale.

L’ingegnere Taiichi Ohno della Toyota, nel 1950 si recò presso gli stabilimenti della Ford a Detroit per capire se, e in quale misura, la produzione di massa fosse l’unica soluzione per essere competitivi a livello internazionale.

Infatti, l’industria automobilistica di quel periodo era dominata dalle compagnie americane e c’era poco spazio per i competitor.

Ohno fece alcuni ragionamenti:

  • I produttori giapponesi non potevano essere competitivi poiché le tecniche produttive più avanzate le avevano le industrie americane ed europee
  • I salari giapponesi erano sì inferiori, però non potevano costituire un differenziale di competitività nel lungo termine, perchè altri paesi in fase di industrializzazione (es. Corea e Cina) si stavano affacciando al mercato diventando più aggressivi
  • La produzione di massa delle aziende americane, però, non sembrava rispondere, nel lungo termine, alle specifiche esigenze del consumatore che richiedeva più varietà e più qualità nei prodotti
  • Per assicurare disponibilità e veloci consegne dei prodotti, si faceva uso di stocks di magazzino abbantanza costosi.

Da questa analisi nasce l’approccio lean, ossia una gestione snella della produzione con l’obiettivo di dare al cliente:

  • Quello che lui vuole.
  • Come lui vuole.
  • Dove lui vuole.
  • A un prezzo competitivo.
  • Nella quantità e varietà che lui vuole.
  • Sempre nel livello di qualità attesa.

Caratteristiche della lean company

Il focus è sull’eliminazione delle attività che non producono valore per il cliente in tutti i settori organizzativi, produttivi e amministrativi. Si viene così a creare una struttura snella, con processi flessibili che rispondono rapidamente alle richieste del cliente. Le metodologie e gli strumenti adottati sono in grado di cogliere le nuove opportunità nel momento in cui si presentano.

Caratteristica dell’approccio lean è il Just in Time (JIT). E’ un metodo produttivo che consente di disporre del componente giusto, nel momento giusto e nel quantitativo richiesto.

Vantaggi sono un’ottimizzazione del magazzino e dei suoi flussi, una migliore gestione della programmazione ed efficacia dei dipendenti.

Se volete saperne di più, vi lascio un video di seguito:

I principi della lean manufacturing

Lean company o World class?

La lean company, insieme alla world class, sono le due tipologie di organizzazione aziendale che le aziende stanno adottando maggiormente.

Purtroppo i risultati non sono sempre soddisfacenti, come analizza questo studio universitario. Il motivo sembra risiedere nella collocazione di queste strategie nella cultura aziendale, che non sempre è preparata a tali cambiamenti.

Stiamo parlando comunque di due approcci nati in epoche diverse, quasi una diretta evoluzione l’uno dell’altro. Ma non è questo il punto.

Quello che qui vogliamo dire è che quando ci approcciamo ad aziende che utilizzano questi due modelli organizzativi, il focus sulla qualità e sul cliente finale è importante. Così come avere dei processi snelli e adattativi.

Ricordiamocelo quando dobbiamo fare i nostri pitch commerciali.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto le tipologie di organizzazione aziendale che si sono susseguite nel tempo e che, ancora oggi, trovano attuazione nelle strategie dei nostri account.

Ci siamo concentrati maggiormente sull’approccio lean in quanto sta trovando molta diffusione in Italia e potrebbe essere un buono spunto quando parliamo con i nostri prospect o clienti.

Sia la lean che la world class si concentrano sulla qualità e sull’innovazione per ridurre i costi e targettizzare il cliente. Queste sono ottime idee da portare, ad esempio, sul tavolo di una trattativa.

Leggi anche: Il modello STP: segmentare, targettizare e posizionarsi sul mercato

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About the Author

Luca Esposito

Tecnologia e web contro vendita e crescita personale. Se da una parte abbiamo il mondo del logico, dall'altra abbiamo quello emotivo. Da queste mie passioni è nato questo blog. Leggo, apprendo, provo e ne scrivo il risultato!

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