Come abbiamo visto negli articoli precedenti, l’impresa è un’azienda nata per generare profitto. Però un’impresa che vuole durare nel tempo deve innanzitutto coprire i costi, raggiungere l’equilibrio.

Queste sono condizioni molto più stringenti del generare profitto.

Andiamo quindi a vedere che cos’è il reddito ed il principio di economicità delle aziende.

Il reddito

Per esercitare le sue funzioni, un’azienda ha la necessità di comprare dei beni o servizi, manipolarli e poi rivenderne di propri. Questo molto semplicemente è quello che può succedere in un’azienda.

Se vogliamo renderla un poco più completa, dobbiamo dire che, durante la sua attività, l’azienda avrà delle componenti positive e negative di reddito:

  • le componenti positive di reddito sono i ricavi, le plusvalenze, i dividendi, gli interessi attivi, i proventi immobiliari e le scorte di magazzino
  • le componenti negative di reddito sono i costi, le minusvalenze, le perdite, gli interessi passivi e gli accantonamenti.

Dalla somma di queste due componenti si ottiene il reddito.

Costi, ricavi e le componenti del reddito

Poco sopra abbiamo parlato delle compenenti di reddito. Vediamole un po’ meglio nel dettaglio.

Costi e ricavi

Per ricavo si intende il valore monetario attribuibile ai beni ceduti e ai servizi prestati dall’impresa. Dall’altro lato si dicono costi le spese monetarie sostenute dall’azienda per l’acquisizione dei fattori di produzione.

Proventi e oneri finanziari

Questi sono valori di natura patrimoniale come i dividendi e le plusvalenze/minusvalenze che derivano dalla vendita di attività finanziarie.

Queste componenti derivano dall’attività ordinaria di impresa.

Proventi ed oneri straordinari

In questa categoria ricadono i proventi e gli oneri che derivano da operazioni poco frequenti o distinte dall’ordinaria attività aziendale.

Una tra tante sono le sopravvenienze attive, cioè dei ricavi che non era possibile prevedere e relativi a situazioni passate.

Il reddito globale

Dalla semplice somma algebrica tra costi e ricavi si ottiene il reddito. Il risultato economico ottenuto dall’impresa nell’intero arco della sua esistenza è detto reddito globale. Esso equivale, dunque, alla variazione di ricchezza verificatasi in conseguenza dello svolgimento dell’attività aziendale.

Se i ricavi superano i costi, il reddito globale è positivo e si chiama utile; in caso contrario viene chiamato perdita.

Il problema del reddito globale risiede nel fatto di essere un’informazione che si ricava solo alla fine dell’esistenza dell’azienda. Così com’è non ha molto senso e non è utilizzabile dal management o dagli stakeholder per monitorare l’andamento dell’impresa e prendere le decisioni migliori.

Cosa fare allora?

Il risultato di esercizio

Da questa esigenza nasce l’idea di suddividere la gestione dell’azienda
in periodi amministrativi, solitamente di durata annuale, detti esercizi oppure anni fiscali

A questo punto la somma tra costi e ricavi si effettua su un esercizio di riferimento. Se i ricavi superano i costi il risultato d’esercizio è positivo e si ha un utile di esercizio; viceversa, si ha una perdita di esercizio. Se i ricavi sono uguali ai costi il risultato economico è pari a zero.

L’utile rappresenta il guadagno che può consentire la remunerazione dei capitali investiti nell’azienda o la costituzione delle riserve da lasciare investite nell’impresa. La perdita è invece la misura di capitale da reinvestire nell’azienda per mantenere l’equilibrio preesistente all’inizio dell’esercizio.

Leggi anche: Cosa vuol dire gestire l’azienda: la gestione aziendale

Le variazioni reddituali

Le variazioni reddituali sono quelle variazioni economiche che riguardano la gestione ordinaria dell’azienda. Queste vengono misurate da diversi fattori:

  • il valore della produzione: il ricavo che misura il disinvestimento cioè la vendita dei prodotti dell’azienda;
  • i costi della produzione: sono i costi dei fattori produttivi che misurano l’investimento e cioè l’acquisizione dei fattori produttivi stessi;
  • i proventi e gli oneri finanziari: ne abbiamo parlato poco fa, misurano le operazioni economiche di gestione esterna come i finanziamenti, rimborsi e remunerazioni;
  • i proventi e oneri straordinari: misurano le operazioni straordinarie dell’azienda;
  • le rettifiche di valore di attività finanziarie: sotto l’aspetto economico misurano rivalutazioni e svalutazioni;
  • le imposte sul reddito d’esercizio: è il prelievo fiscale.

Il principio di competenza economica

Se ricordiamo il ciclo base della gestione aziendale, ricorderemo che i costi dei fattori produttivi si sostengono nel momento iniziale del ciclo economico tecnico cioè quando si effettuano gli investimenti.

Per i ricavi, invece, si deve aspettare la vendita dei prodotti creati cioè alla fine del ciclo economico tecnico quando si fanno i disinvestimenti.

Non è detto che costi e ricavi di un certo ciclo ricadano tutti nello stesso esercizio. Se dobbiamo produrre dei fogli di carta, magari la materia prima la compriamo verso la fine dell’esercizio e le vendite del prodotto finito ricadranno nell’esercizio successivo.

Come fare ad allineare questa sfasatura temporale?

Ciò che si decide è di attribuire al singolo esercizio solo i costi dei fattori produttivi che sono stati sostenuti per la vendita dei prodotti, e quindi per i ricavi che si verificano nell’esercizio stesso. Questo sostanzialmente è il principio di competenza economica.

Le configurazioni del risultato di esercizio

Il risultato di esercizio assume una denominazione diversa a seconda dei costi dei fattori produttivi considerati.

Reddito d’esercizio

Dalla contrapposizione fra i ricavi e i costi dei fattori produttivi dell’esercizio si individua il reddito d’esercizio:

reddito d’esercizio = valore della produzione – costi dei fattori produttivi d’esercizio.

Valore aggiunto

Tutti abbiamo sentito parlare del valore aggiunto, ma cos’è veramente? E’ una semplice formula che possiamo vedere di seguito:

valore aggiunto = valore della produzione – costi dei fattori produttivi

I costi dei fattori produttivi sono imputabili all’esercizio e possono essere le materie prime, i costi per i servizi o per godimento beni di terzi, ma anche gli oneri diversi di gestione.

Il valore aggiunto viene utilizzato quando si vogliono confrontare imprese che hanno un peso diverso sul costo delle materie prime. Ad esempio se vogliamo confrontare un’impresa metalmeccanica, che ha bassi costi di materie prime, con un’impresa petrolifera, che invece ha elevati costi di materie prime.

Reddito Operativo o EBIT

Altro strumento di valutazione è il reddito operativo, o EBIT (Earn Before Interest and Tax). Esso è la differenza tra il valori della produzione ed i costi della produzione:

EBIT = valore delle produzione – costo della produzione.

L’EBIT viene utilizzato nelle valutazioni d’azienda come base di riferimento su cui applicare un moltiplicatore differente a seconda dei settori a cui appartiene l’azienda.

Rispetto al reddito d’esercizio non sono presenti:

  1. oneri e proventi finanziari
  2. sopravvenienze passive ed attive
  3. le imposte.

Margine Operativo Lordo o EBITDA

Altro elemento di valutazione è il margine operativo lordo (MOL) oppure EBITDA (Earning Before Interest, Tax, Depreciation, Amortization).

Si ottiene quando dal valore della produzione si sottraggono solo i costi dei fattori produttivi a veloce ciclo di utilizzo (materie prime, costi per servizi, costi per godimento di beni di terzi, costi per il personale, variazione delle rimanenze di materie prime, oneri diversi di gestione).

Sono pertanto esclusi i costi dei fattori produttivi a lento utilizzo, ovvero gli ammortamenti e le svalutazioni, gli accantonamenti, e i costi già ricordati di rilevanza finanziaria, patrimoniale, straordinaria e fiscale.

Come per l’EBIT, anche per l’EBITDA si applica un moltiplicatore per effettuare delle valutazioni d’azienda. Se siete curiosi, potete trovare una tabella con tutti i moltiplicatori per industry.

reddito aziendale
Il reddito aziendale

Equilibrio economico

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, ogni impresa, per durare nel tempo in autonomia, deve almeno coprire tutti i costi ed ottenere un surplus.

L’equilibrio economico dell’impresa si raggiunge quando il valore della produzione copre tutti i costi ottenendo anche un utile che consente di remunerare adeguatamente il capitale investito nell’impresa. L’equilibrio economico può non essere raggiunto in un esercizio, ma è importante che sia raggiunto nell’ambito del ciclo economico totale.

Perseguire le condizioni di economicità, bisogna che siano soddisfatte allo stesso tempo condizioni di equilibrio reddituale e di equilibrio monetario.

Equilibrio reddituale

Si ha l’equilibrio reddituale quando i ricavi derivanti dalla cessione di beni e servizi nel mercato coprono i costi sostenuti per l’acquisto di tutti i fattori produttivi.

Equilibrio monetario

L’equilibrio reddituale può essere conseguibile nel lungo periodo
ma non nel breve. Pensiamo alle imprese che realizzano grandi opere con cicli produttivi molto lunghi.

In questi casi è vitale per l’impresa che ci sia l’equilibrio monetario. Mentre l’equilibrio reddituale ci assicura che i ricavi d’esercizio siano sufficienti a coprirne i costi, l’impresa deve essere in grado di far fronte agli impegni di pagamento.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto cos’è il reddito e le sue diverse configurazioni. Inizialmente si è definito come una semplice differenza tra ricavi e costi, ma in realtà la situazione è leggermente più complessa.

Abbiamo anche visto che il principio di competenza economica ci permette di valutare il risultato d’esercizio avendo una visione su un singolo anno fiscale.

A seconda dei fattori produttivi considerati si possono avere diverse prospettive del reddito e di valutare un’impresa:

  • reddito d’esercizio
  • valore aggiunto
  • EBIT
  • EBITDA

Infine, abbiamo trovato l’equilibrio reddituale e monetario, le due condizioni che consentono all’impresa di restare in vita per poi generare profitto.

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About the Author

Luca Esposito

Tecnologia e web contro vendita e crescita personale. Se da una parte abbiamo il mondo del logico, dall'altra abbiamo quello emotivo. Da queste mie passioni è nato questo blog. Leggo, apprendo, provo e ne scrivo il risultato!

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