La vera libertà mentale è la capacità di creare l’ordine dal caos.

Tony Buzan, Psicologo e scrittore

La prima volta che sentì parlare delle mappe mentali ero un po’ scettico. Non capivo cosa fossero in realtà nè tantomeno come si potessere usare.

Mi sembravano un’altra perdita di tempo.

Poi ho cominciato ad informarmi, partendo da una semplice domanda: “Chi le ha inventate cosa voleva che apprendessimo?”.

Quello che ho scoperto mi ha aperto un mondo.

Ho cominciato ad usarle. Per sintetizzare i libri che studio, per organizzare le idee e, sì, anche per questo blog.

E sapete una cosa?

Sono fantastiche!

Le uso tutt’ora e mi consentono di fissare bene in testa i concetti importanti.

Ciò che vedremo in questo articolo vi permetterà di apprendere i fondamentali di questo magico strumento. Spero che vi aprano gli occhi così come han fatto con me…già dalla prima mappa!

Introduzione alle mappe mentali

“Oh, te lo dico: io non ho voglia di studiare. Se volevo fa’ le mappe nascevo Indiana Jones!”

Giusta obiezione. Se sei finito qui, ed hai la pazienza di leggere tutto l’articolo, ti prometto che non avrai speso il tuo tempo invano. Ti troverai con un nuovo metodo per affrontare lo studio, le presentazioni, mettere a posto le idee, etc.

“Si, ma già ci metto una vita per leggere un libro ed impararlo, tu mi vuoi far fare la caccia al tesoro…”

Capisco ed a meno che non abbia la concentrazione di un criceto addormentato, puoi arrivare alla fine dell’articolo avendo per le mani un grande tesoro…imparare!

I benefici delle mappe mentali sono molti se usate con costanza ed è per questo che ognuno di noi dovrebbe imparare a maneggiarle se vuole essere più produttivo.

Cosa sono le mappe mentali

Rispondo prima alla domanda in apertura: “Chi le ha inventate?”.

L’inventore delle mappe mentali e del metodo BOST, è Tony Buzan, psicologo inglese del XX secolo, famoso appunto per le sue teorie sulla memorizzazione e l’apprendimento.

Molti dei suoi sforzi si sono concentrati proprio sull’ottimizzare queste mappe, tant’è che ha realizzato anche un software per la loro creazione direttamente dal computer.

“Cosa voleva che apprendessimo?” = “A cosa servono?”

Le mappe mentali servono, appunto, a creare nella nostra mente una mappa indelebile dei concetti che vogliamo memorizzare.

“Ahhh allora è la mappa concettuale; quella che facevo a scuola media.”

Beh no! Chiariamo che le mappe mentali non sono le mappe concettuali. Si differenziano sia per la struttura che per l’ambito applicativo.

Le mappe mentali enfatizzano la creatività, esasperando l’esagerazione visiva favorendo la creazione di associazioni. Sono quindi molto usate per attività di studio o ricerca di nuove idee.

Dall’altro lato, la mappa concettuale si occupa di sviscerare un concetto in tanti sotto-concetti. Si concentra molto sulle parole tralasciando la componente creativa delle immagini. Essendo più schematica si presta bene al problem solving.

Destra contro sinistra…e no, non è politica

Ma quindi, cosa sono le mappe mentali?

Le mappe mentali (o mind maps) sono uno strumento grafico che permette di rappresentare un concetto oppure un’idea.

E fin qui, tutto normale. Sembra.

La cosa che le caratterizza è che sono formate da una combinazione di colori, numeri, linee, parole, immagini, grafici, e chi più ne ha più ne metta.

L’obiettivo è far lavorare contemporaneamente la parte destra e la parte sinistra del cervello in modo da massimizzare l’esperienza di memorizzazione.

“E chi ha un solo cervello?”

Tutti (o quasi) hanno due emisferi:

  • l’emisfero destro, associato all’arte, la musica, i colori, etc
  • l’emisfero sinistro, associato alla logica, ai numeri, alle parole, etc

L’azione combinata di entrambi gli emisferi, aumenta il potere di memorizzazione delle informazioni perchè restano stampati nella mente su due canali.

mind_map - creativity_logic
L’emisfero destro è dedicato alla creatività (Right=Ritmo) quello sinistro alla logica (Left=Logica)

I concetti sono legati tra loro attraverso dei rami e le informazioni sono prioritizzate così da capire quelle più importanti. Si utilizzano parole o immagini che possano far scaturire altri concetti o idee.

La mappa mentale, tipicamente, ha una struttura gerarchico-radiale: c’è un’idea chiave centrale dalla quale si sviluppano altri concetti e da questi altri ancora, aumentandone la profondità a piacimento.

L’idea è quella di attivare il pensiero radiante simulando le connessioni neurali. Infatti, il cervello pensa in direzioni multiple, partendo da un punto centrale e irraggiandone i contenuti.

Come costruire una mappa mentale

Adesso viene il bello. Come costruisco una mappa mentale?

Si parte dall’idea/concetto centrale a cui tutto fa capo. Visto che è il perno, facciamo un disegno che possiamo ricordare: grande, colorato, esagerato, con delle scritte grandi e maiuscole.

Da questo punto, a raggiera, facciamo partire i concetti secondari collegandoli con dei rami. Ogni ramo ha un colore, uno spessore ed una parola, o frase breve, che collega logicamente il centro al concetto che stiamo sviluppando. Potrebbe essere una domanda del tipo “cos’è?”, oppure direttamente il sub-concetto.

Se, ad esempio, stiamo andando a rappresentare il concetto “mappa mentale”, potremmo mettere sui rami “Tony Buzan”, “Struttura gerarchico-radiale”, “Pensiero radiante”, etc..

Per ogni ramo, andrò a specificare altri dettagli, ottenendo una struttura che può assomigliare proprio ad una rete neurale.

Le caratteristiche che dovrà avere la mappa sono:

  • uso di colori diversi
  • immagini, disegni e forme
  • esagerazione dei concetti e della loro rappresentazione
  • numeri, parole, frasi fondamentali
  • creatività nella rappresentazione

Preparare la mappa mentale

Cosa vuol dire preparare la mappa?

Vuol dire che prima di cominciare a buttar giù un disegno stile asilo nido, è bene capire come farla al meglio. C’è bisogno di un attimo di preparazione per creare l’ordine nel disordine.

Teniamo a mente i seguenti passi.

Dove vuoi andare?

Setta bene i tuoi obiettivi e cosa vuoi memorizzare da ciò che starai per disegnare. Parti dal concetto centrale, fissalo bene in testa e capisci tutto quello che vuoi sapere in suo riguardo. Solitamente la regola delle 5W (What, When, Why, Where, Who + How) funziona bene se contestualizzata.

Ritornando all’esempio di prima, se voglio mappare l’argomento centrale “mappe mentali”, mi porrò, l’obiettivo di capire

  • chi le ha inventate
  • perchè l’ha fatto e che esigenza voleva coprire
  • può interessarmi quando e dove, così da capire il contesto storico che ha portato l’idea
  • cosa sono
  • come si usano e che benefici portano

Categorizza

Utilizza delle categorie per rappresentare i rami principali. Pensa alle categorie come ai capitoli di un libro dal quale strutturare i sotto argomenti. Cerca di prendere solo quelle principali che racchiudono le risposte alle domande fatte in precedenza.

Ad ogni modo, per ordine e semplicità di memorizzazione, non andare oltre le sette categorie. Dopo, più che una mappa mentale, sembrerà un quadro di Picasso.

Cosa stai per memorizzare?

Hai intenzione di mappare un piano di studi, un brainstorming di idee o un libro? E’ importante capire cosa starò per buttar giù su carta affinchè la mappa sia efficace.

Non è detto che ci serva una mappa mentale per tutto.

Questo strumento è utile, però, richiede un pò più di tempo per la preparazione, ma i benefici si vedranno già nel breve periodo se l’ho usato per i giusti scopi.

Leggi anche: Study skills – Tony Buzan: recensione e commenti.

Quando usarle?

La mappa mentale ben si sposa con ciò che è ha una vena creativa intrinseca che deve essere messa in una sorta di ordine.

La usiamo, quindi, per:

  • studiare: per un esame universitario, magari un manuale per un progetto
  • preparare una presentazione o un pitch: si parte dal concetto che deve passare durante la presentazione e si ripercorre per ogni ramo le cose importanti da dire. Così non ci perdiamo nessun passaggio
  • organizzare le idee per un progetto: insieme al brainstorming, si riordinano tutte le idee come se dovessimo costruire un business plan
  • prepararsi per un meeting importante
  • organizzarsi lo sviluppo personale: su ogni ramo mettiamo un settore della nostra vita che vogliamo migliorare e lo sviluppiamo.

Le mappe mentali per studiare

Mi sembrava giusto dedicare un capitolo di questo post per spiegare come applicare le mappe mentali allo studio.

Personalmente le uso tantissimo per questo scopo in quanto mi consentono di avere sott’occhio tutto il libro/manuale e di ripassarlo rapidamente.

Vediamo come strutturarle.

Segui l’indice

L’indice di un libro è praticamente lo scheletro della nostra mappa mentale. Dice già la struttura logica che possiamo utilizzare per costruirla.

Da una prima lettura riusciamo a farci un’idea di quello che il libro vuole dirci e quali sono gli argomenti principali (i rami) che dobbiamo imparare.

Cominciamo a prendere nota di questo che ci tornerà utile più avanti.

Sfoglia

Sfogliamo rapidamente il libro. Com’è fatto? Ci sono immagini, grafici, tabelle, formule che dobbiamo tenere presenti e ci aiuteranno a memorizzare meglio i concetti?

Qual è la struttura dei capitoli? Sono molto lunghi? Quanti livelli di sotto capitoli ci sono? Questo ci serve per capire la profondità dei nostri rami.

Butta giù

Cominciamo a mettere giù su carta quello che abbiamo capito fino ad ora ed uniamo i concetti. Adesso, a grandi linee, abbiamo un’idea di quello che dobbiamo andare a studiare.

Cosa mi serve per capirli? Ho tutti gli strumenti e le conoscenze oppure devo andare a rivedere qualcosa prima di cominciare?

Settiamo in questo modo le aspettative ed il tempo che ci vorrà per studiare e poi richiamare i concetti.

Questo mi serve?

Cominciamo la lettura. Per ogni capitolo che stiamo per leggere, domandiamoci: “Cosa voglio capire da questo capitolo? A quali domande deve rispondere?”.

Al termine del capitolo verifichiamo che abbiamo la risposta alle nostre domande, altrimenti andiamo a rileggere ciò che ci manca.

Metti a fattor comune

Adesso che abbiamo letto tutto il libro, organizziamo le idee in modo che seguano lo schema della mappa: argomento centrale, rami principali e ramificazioni successive.

Alla fine dovremmo avere una o più mappe del libro che concentrano in poche pagine tutti i concetti più importanti.

Ripasso, ricalco e richiamo delle mappe mentali

Come possiamo beneficiare al massimo di questo strumento?

La cosa migliore è utilizzarlo è ripassare, ricalcare e richiamare le informazioni. Mi spiego meglio:

Ripasso: terminata la mappa mentale si fa un ripasso generale andando a costruire un discorso logico tra l’elemento centrale ed i rami. Il discorso si estende se ho costruito più mappe relazione tra loro.

Ricalco: se un concetto non mi è chiaro, vado ad isolarlo individuando ciò che non mi torna attraverso le 5W. Quando l’ho chiarito lo reinserisco nel contesto e provo a rispiegarlo. L’obiettivo è far incastrare tutti i pezzi del puzzle.

Richiamo: chiudiamo gli occhi e visualizziamo la mappa. Da qui, ripercorriamo il tutto partendo dall’argomento centrale e sviluppando il discorso. Poi proviamo a partire da un ramo e creare un ragionamento inverso fino a risalire all’argomento centrale per poi sviluppare gli altri rami.

Le 5 review

“So arrivato fin qui e ancora non è finito???”

Ci siamo quasi. Ora che hai imparato a farle ed a leggerle, ci manca solo quando ripassarle. Anche il tempo è importante al fine di stampare in testa quel che abbiamo imparato.

Tony Buzan suggerisce 5 review cadenzate in questo modo:

  • Dopo 10 minuti dal termine della mappa
  • Dopo 24 ore
  • dopo una settimana
  • dopo un mese
  • dopo 6 mesi

In questo modo il tempo di permanenza in memoria sarà prolungato lasciando spazio al pensiero creativo.

mind_map - 5_reviews
Le 5 review cadenzate per memorizzare a lungo termine una mappa mentale

Conclusioni

Bontà vostra che siete arrivati fino a qui. Cosa abbiamo capito:

  1. che le mappe mentali non servono per trovare tesori se non quelli della conoscenza
  2. sono uno strumento che consente di memorizzare per molto tempo gli argomenti complessi
  3. Sfruttano entrambi gli emisferi del cervello, quello creativo e quello logico
  4. Sono colorate, esagerate, con immagini, grafici, parole, etc
  5. Hanno una struttura gerarchico-radiale
  6. Favoriscono il pensiero creativo proprio perchè riducono la perdita di informazione
  7. Hanno bisogno di essere revisionate 5 volte con cadenza stabilita

Direi che mi fermo ora. Tu eri a conoscenza di questo strumento? Lo usi o lo userai per studiare meglio ed essere più produttivo oppure pensi sia una perdita di tempo?

Dicci la tua nei commenti qui sotto.

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About the Author

Luca Esposito

Tecnologia e web contro vendita e crescita personale. Se da una parte abbiamo il mondo del logico, dall'altra abbiamo quello emotivo. Da queste mie passioni è nato questo blog. Leggo, apprendo, provo e ne scrivo il risultato!

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